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UN DIAVOLO DI CAMPIONE UN ANGELO DI UOMO

L'avventura umana di Gino Bartali

Nominare Gino Bartali è evocare uno dei maggiori campioni dello sport italiano e mondiale ed un’autentica leggenda del ciclismo di tutti i tempi.

E’ stato tanto apprezzato come ciclista, di lui si sa soprattutto che era il rivale-nemico-amico di Fausto Coppi (il Campionissimo), che vinse tre volte il Giro e due volte il Tour (a dieci anni di distanza 1938-48, caso unico), oltre a tantissime classiche più o meno importanti. Per quasi venti anni giornalisti e scrittori hanno versato fiumi d’inchiostro e consumato quintali di carta per descrivere le sue imprese sportive più belle nel tentativo di trasmettere agli appassionati le emozioni lasciate dalle sue grandi vittorie, frutto di un fisico di ferro e di un carattere indomito e battagliero. Scorrendo il suo ricco carnet, poi, ci si accorge che spesso le sue vittorie più belle sono avvenute in giornate meteorologicamente difficili. Per lui ritirarsi da una gara era uno sgarbo fatto ai tifosi. Questo dimostra come le vittorie venissero fuori grazie ad un campione di uomo, un uomo dalla “u” maiuscola, un Uomo Vivo.


Chi ha visto il film RAI sulla sua vita, interpretato da un convincente Pierfrancesco Favino, nota una cosa: è tutto un gridare il nome di Gino, dall’inizio alla fine! Il ripetersi di un nome, che sembrerebbe un ritornello apparentemente insignificante, in realtà suona come un’invocazione; si invoca un amico, una roccia, qualcosa di tenace a cui attaccarsi. Gino era così, per tutti quelli che lo incontravano.


Ma chi era effettivamente Gino Bartali? Com’era l’uomo? I campioni dello sport suscitano sempre emozioni ed affetto nei tifosi. Sono amati dai bambini e dagli adulti. Però non sempre poi l’uomo riesce a spogliarsi del campione e talvolta ne vive all’ombra, anzi, si perde nella sua immagine, confuso e spaesato da un mondo di celebrità e ricchezza, fatto di vuoto che risucchia. Tentare di scoprire l’uomo dietro il campione è sempre un rischio ed a volte potrebbe portare ad una delusione.

Con Bartali invece si va sul sicuro: è stato un Uomo vero, anzi Vivo!

Sembra un paradosso, ma uno così ti sembra impossibile che sia morto! Ecco la cifra di tutto: non accettò mai di essere morto mentre era vivo, e questa Vita ce lo rende vicino ancor oggi, così potentemente.


A volte si pensa: la storia di un ciclista, di un calciatore è la storia di uno sportivo, e poi c’è tutto il resto. Noi ora siamo interessati più a “tutto il resto”, che è quello che fa l’Uomo.


In questa mostra racconteremo le avventure e la vita di un Uomo Vivo che è stato anche un ciclista ed un campione, soffermandoci specialmente su quelli che sono stati i suoi valori veri:

“Dio, amici e famiglia i cardini della mia vita”.

Racconteremo le sue avventure di postino-partigiano, in accordo segreto con gli ambienti vaticani per trasportare documenti falsi nella canna della sua bicicletta, trasportato a sua volta dall’amore di Cristo per chi soffre, per salvare la vita di centinaia di ebrei; le sue idee sullo sport e i suoi valori; vedremo la fede semplice e viva di cui ogni sua mossa è intessuta, una “fede ma di quella” avrebbe detto il Cottolengo, ed infine racconteremo anche di un grande campione.


Del ciclista si sa tanto, ma dell’uomo poco; nella sua semplicità lui ha sempre tentato di nascondere anche ai suoi familiari tutto quello che ha costruito per gli altri, spesso sfruttando la sua fama di campione.


Noi ora proveremo a mettere in risalto soprattutto questi altri aspetti e scopriremo un uomo che ha avuto al suo fianco un grande campione lasciando quest’ultimo nella sua ombra e relegandolo al ruolo di gregario.

 

SPECIFICHE

FORMATO

120x90 cm

SUPPORTO

-

PANNELLI

11

OPUSCOLO

disponibile