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ANGELO O SCIMMIA

Mostra critica sulla teoria dell’evoluzione di Darwin.

L’approccio scientifico ha dimostrato una capacità straordinaria nel cogliere aspetti genuini del reale fino alle sue estreme frontiere. La conoscenza scientifica riserva continuamente sorprese e pone  nuove domande. Moltissime sono le domande aperte nel campo delle scienze; il percorso di queste ultime rivela la struttura unitaria della natura nel suo complesso. Benedetto XVI nella Spe Salvi ha notato che la scienza contribuisce molto all’umanizzazione del mondo, ma che l’uomo, tra mancanza di giudizio e capacità materiale, diventa una minaccia per se stesso e per il creato. L’orgoglio per l’abilità della scienza di svelare i dinamismi della natura, ha alimentato un’esaltazione della ragione scientifica. La scienza si presenta come la dimostrazione che l’ingegno dell’uomo è in grado di raggiungere risultati straordinari, fino ad accedere al pieno controllo del mondo fisico e biologico. L’irrazionalità ultima di ciò, si rivela nel fatto che essa tralascia un’evidenza fondamentale ossia che  la conoscenza scientifica è un grande mistero. 
Che a noi sia dato di poter descrivere in profondità, attraverso la matematica, aspetti diversi della realtà fisica, è un dato di fatto. Quello che, invece, noi non comprendiamo, è che la scienza ci permette di cogliere un ordine insito nella natura, percepito da noi come bellezza irresistibile. L’uomo ha la capacità di potersi rapportare con ciò che esiste nell’universo grazie alla matematica.  Paul Wigner affermò che il fatto che la matematica riesca a descrivere le scienze naturali, è un fatto a cui non è possibile dare una spiegazione razionale; Benedetto XVI, invece, afferma che la matematica è una creazione della nostra intelligenza e che la corrispondenza tra le sue strutture e quelle dell’universo suscita in noi una grande domanda: “Chi o cosa è origine di questa inaudita corrispondenza?”.  È evidente che la scienza paga il prezzo della sua straordinaria capacità di lettura del reale con la parzialità dell’ angolatura che il suo metodo le consente di abbracciare. L’approccio scientifico, per funzionare, riduce l’angolo di visuale sull’oggetto. Nel procedere scientifico evitiamo un certo tipo di oggetti e un certo tipo di domande in quanto il metodo scientifico non è in grado di affrontarli. Tale riduzione dell’oggetto di indagine è lecita. La svista del riduzionismo non sta nell’atto della riduzione, ma nella dimenticanza di esso, per cui al termine del processo di conoscenza, confondiamo la realtà intera con la semplificazione che ne abbiamo fatto per accedere al gioco. Il superamento del riduzionismo sta nel restituire il risultato scientifico, eventualmente ottenuto, all’oggetto nella sua interezza e nel ricollocare l’oggetto nel suo rapporto con la totalità da cui riceve il senso. La grande domanda posta da Paul Wigner e Benedetto XVI, su quale sia l’origine ultima della corrispondenza tra la razionalità umana e la razionalità delle strutture naturali, non è una domanda che il metodo sperimentale è capace di affrontare. Se si teorizza  la necessità della dimostrabilità scientifica per ogni cosa che voglia dirsi vera, si atrofizza la ragione e si abolisce la possibilità del giudizio umano. Se la razionalità coincide con il solo registro scientifico, l’unico vero criterio per l’azione sarà “fare tutto ciò che con la scienza e la tecnologia è possibile fare”. La scienza, così, perde credibilità pretendendo di isolarsi dal soggetto umano che ne è protagonista. 

 

SPECIFICHE

FORMATO

100x70 cm

SUPPORTO

Forex 5mm

PANNELLI

14

OPUSCOLO

non disponibile