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...::: Storia di Santi Torinesi :::...
Mostra itinerante "Il sorriso dolce della Speranza"
Storie di santi a Torino
Non accontentatevi delle piccole cose. Dio le vuole grandi. Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutta Italia
Santa Caterina da Siena
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Questa mostra itinerante parla dei santi che sono vissuti a Torino nell’Ottocento. La loro storia ci ha incuriosito perché non è mai esistito un periodo in cui c’è stata una tal prolificità di santi in un’area geografica così circoscritta, forse accadde la stessa cosa nella Roma cinquecentesca di San Filippo Neri.
E’ misterioso il modo in cui lo Spirito Santo agisca nella storia.
Nei momenti che possono apparire tra i più critici della vita della Chiesa, quando il principe del mondo –il diavolo- sembra prevalere su di Essa, lo Spirito Santo invia dei segni che sono i santi: uomini e donne che amano Cristo e che per Lui si battono instancabilmente.
Così avvenne quando all’inizio dell’Ottocento, in Italia, ci fu un palese attacco alla Chiesa da parte delle nuove classi al potere che, influenzate dalle ideologie illuministe, presero in odio la religione perché espressione, secondo loro, di retaggi ormai passati.
Eppure, in quegli stessi anni a Torino, città da dove partì l’attacco al cuore della cristianità, fu tutto un fiorire di santità e di carismi per l’intero secolo risorgimentale: San Giuseppe Cottolengo con la sua capitale dell’amore gratuito, ovvero la Piccola Casa della Divina Provvidenza; San Leonardo Murialdo, attento nella sua opera ai lavoratori cristiani; San Giuseppe Cafasso che dedicò la sua vita all’assistenza degli infermi e dei condannati a morte; Beato Giuseppe Alamanno che si impegnò nelle missioni; il Beato Francesco Faà di Bruno che fu militare, matematico, inventore, pedagogo, scienziato, fondatore di una congregazione religiosa femminile ed infine sacerdote; Giulia di Barolo, donna ricca ma di carità cristiana; San Giovanni Bosco che dedicò tutta la sua vita alla cura della gioventù; la Mazzarello fondatrice delle Salesiane; San Domenico Savio discepolo di don Bosco che morì a soli 15 anni. E più in là nel tempo, ma per questo non meno legato alla schiera dei santi appena citati, ci fu il Beato Pier Giorgio Frassati.
Essi misero in pratica quelli che sono i comandamenti della Carità e si batterono per difendere la fede e la dignità dei cristiani e di tutto il popolo italiano.
Questi uomini contribuirono al rinnovamento della Chiesa, molti di loro fecero nascere opere ed ordini consacrati che più si adattavano al nuovo tipo di società -industrializzata- che si andava delineando nel diciannovesimo secolo.
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La mostra è composta da 22 pannelli di dimensione 70x100 cm.
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